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18 Dicembre 2025 dal Sito Web MEER
la ricerca e l'individuazione di quelle "luci positive" e risorse nascoste tra le pieghe della propria storia individuale, un lavoro interno di recupero e conoscenza di sé stessi
Individuare la funzione degli accadimenti per un'azione coerente con i valori...
A quel punto, guardandosi indietro e poi osservando di nuovo la situazione presente, capita che ci si interroghi sul perché di quello che è accaduto prima e di quello che sta accadendo al momento presente.
Succede anche che, dopo essersi chiesti il perché dell'accaduto e di ciò che si sta vivendo, ci si imbatta, quasi per caso, nella domanda,
Ed ecco che, quasi per magia, in un modo che risulta del tutto naturale, pur nella sua imprevedibilità, ci si ritrova catapultati nel pensiero astratto, alla ricerca del significato di tutto quello che succede...
Questa operazione appare, a chi la vive, come un passaggio del tutto naturale, quasi che fosse la logica conseguenza del normale processo del pensiero. E difatti è proprio così.
Nonostante la domanda sul senso di ciò che ci accade possa sembrare qualcosa di strano, un'elucubrazione viziosa, un inutile orpello nella linearità razionale della giornata, è tuttavia cosa naturale, umana, diremmo quasi fisiologica dell'essere.
Oggi la ricerca di un senso di ciò che succede a livello globale stimola ulteriormente la comprensione di quello che succede a livello individuale.
A volte si trova un significato, una sorta di
logica a ciò che succede, altre volte - forse la maggior parte delle
volte, a dire il vero - si riesce a individuare una sorta di
"funzione" per le cose piccole, per le cose grandi, per quelle belle
come per quelle negative.
La rilevazione di un senso/funzione degli
accadimenti negativi spinge infatti la persona a ricercare, magari
nascoste tra le pieghe della propria storia individuale,
quelle luci positive, legate per esempio alla propria capacità di
reazione (magari non immediata, ma pur sempre di reazione si
tratta), o ad aspetti del Sé e risorse che non si pensava di
possedere, o ancora ad accadimenti successivi che in seguito hanno
avuto risvolti positivi per la propria esistenza o per la propria
crescita.
Si tratta inoltre di concentrarsi più su di sé
che sull'esterno, tralasciando in un certo senso ciò che di esterno
non era comunque controllabile, gestibile o modulabile dalla
persona, per individuare spunti di riflessione, di conoscenza, di
responsabilità individuale e di crescita personale.
Una volta individuato il senso, il significato,
la funzione degli accadimenti passati, personali soprattutto ma
anche sociali, globali, una volta colte le risorse che si
possiedono, in termini di meccanismi difensivi, reattivi, di forza
dell'Io, di capacità di gestire le situazioni tutte, quindi anche e
soprattutto le più difficili, si può fare appello ai
propri valori e passare all'azione.
Spesso si dice che nella società odierna si sono "persi i valori".
A mio parere questo non è esatto, o non è totalmente vero.
Io trovo che si dia forse meno importanza ai valori, si tramandino meno quelli propri, coprendoli in un certo senso con "cose" futili, passeggere, materiali, superficiali, competitive.
Ma a mio avviso ogni persona dentro di sé possiede e fa riferimento - magari per opposizione - ai valori centrali dell'uomo:
Esistono dei cardini etici universali, che sono
insiti in ogni persona, che possono essere nascosti o affievoliti o
messi totalmente a tacere, ma che possono anche venire coltivati,
recuperati, rafforzati.
Anche quando virtù e valori sembrano disattesi o perduti, come spesso vediamo nella società attuale, in realtà vengono soltanto "capovolti",
È dunque particolarmente importante, proprio
oggi, andare a recuperare dentro di noi i valori centrali
dell'essere umano, per poi passare ad attuare un comportamento ad
essi coerente, sintonico, funzionale in ultima analisi ad una
società equa e in pace.
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