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di Francesco Ferlaino
14 Ottobre 2026
dal Sito Web
MEER

La Grande Iscrizione
di Gortina,
uno dei più
importanti documenti legislativi dell'antica Grecia,
è conservata nel sito
archeologico di
Gortina, Creta,
Grecia
La
Grande Iscrizione del V secolo a.C.
documenta
il sistema giuridico della polis cretese
e la sua
complessa società...
L'antica città di
Gortina (in Greco Górtyn, Górtys,
Górtyna), fondata da coloni del Peloponneso nel VII secolo a.C.,
situata nel cuore della pianura di Messarà, nella parte
centro-meridionale dell'Isola di Creta, rappresenta senza
dubbio un caso di studio affascinante nella Storia del Mediterraneo
antico, non soltanto per l'importanza politica, l'estensione urbana
e la longevità cronologica (estesa dal Neolitico fino all'età
bizantina), ma anche, e soprattutto, per il contributo fornito alla
Storia del Diritto universale attraverso la cosiddetta "Grande
Iscrizione".
Questo monumento epigrafico, definito anche "Regina delle
Iscrizioni" e comunemente noto come "Codice di Gortina", costituisce
il più ampio e completo corpus legislativo del mondo greco arcaico e
classico, la più grande raccolta normativa di tutta l'antichità
greca, che ci consente di indagare le strutture civili, sociali ed
economiche di una Città-Stato dorica del V secolo a.C.
Le evidenze archeologiche attestano la presenza umana ed i primi
insediamenti abitativi nella regione di Gortina fin da epoca
neolitica (7000-3300 a.C.) e, successivamente, in epoca minoica
(3300-1000 a.C.), allorquando il centro si sviluppò sotto
l'influenza del potente palazzo di Festo (Phaistós), situato
a soli 16 km di distanza.
In progresso di tempo, durante l'epoca arcaica (VII-VI
secolo a.C.), il nucleo cittadino si concentrò intorno al tempio
di Apollo Pizio, che divenne santuario ufficiale, archivio
statale, tesoreria pubblica e luogo che custodiva, sulle sue pareti,
le prime iscrizioni della nascente pólis aventi contenuto
legale-giuridico.
In questo stesso periodo, anche i Poemi omerici
(tradizionalmente datati ai secoli VIII-VII a.C.) ricordano Gortina
come città fortificata e dominante fino al mare:
infatti, nell'Iliade viene definita
"cinta di mura" (Iliade, II, 646), mentre nell'Odissea
viene citata per le sue coste tempestose, dove furono sospinte
le navi di Menelao durante il viaggio di ritorno da Troia
(Odissea, III, 293-296).
Nel corso dell'età classica (V-IV secolo a.C.),
si alternarono continue contese ed alleanze nelle relazioni di
Gortina con l'antica e gloriosa capitale, Cnosso (Knosós), e con le
altre città vicine, molte delle quali divennero comunità "perieciche",
cioè dipendenti e sottomesse.
In epoca ellenistica (III-I secolo a.C.), Gortina
fu a capo di una Lega di città cretesi a difesa dell'indipendenza
dell'Isola, fino a quando, in seguito alla conquista romana del 67
a.C., decise di adottare una politica filo-Romana che le consentì di
evitare le distruzioni collegate all'invasione e di divenire
capitale della Provincia congiunta di Creta e Cirenaica.
Gortina si affermò progressivamente come uno dei centri urbani più
popolosi e prosperi del Mediterraneo:
già in epoca classica, si stima una
popolazione intorno a 35.000-40.000 abitanti, la più numerosa
dell'Isola di Creta, aumentata a circa 75.000-300.000 in epoca
ellenistica-romana.
Inoltre, già nel V secolo a.C., la pólis aveva
una propria sovranità monetaria che si esprimeva nella coniazione
delle prime monete d'argento dell'Isola, gli statèri, menzionati
frequentemente nella
Grande Iscrizione epigrafica.
La prosperità economica di Gortina si basava su un'agricoltura
intensiva - che, praticata nella fertile pianura di Messarà,
consentiva abbondanti produzioni di cereali, olive e uva - nonché su
un fiorente allevamento di bestiame, la cui importanza si può
riscontrare anche nelle disposizioni normative riguardanti la
divisione ereditaria degli animali.
Inoltre, il dominio del mare, attraverso il
controllo dei porti, come quello della vicina Matala, assicurava
alla città il ruolo di importante centro di riferimento per lo
scambio di beni e per il reclutamento dei mercenari (risorsa cretese
molto richiesta nel Mediterraneo ellenistico).
Gortina occupava una posizione strategica tra le rotte commerciali
che collegavano il Peloponneso con il Nord Africa e l'Oriente:
tale centralità economica si rifletteva nella
ricchezza della pólis e nella grande rilevanza e stabilità del
suo sistema legislativo, molto apprezzato dai grandi sapienti
dell'antichità, quali ad esempio Platone ed Aristotele,
che lodavano le costituzioni di Gortina e delle altre città
cretesi, in quanto ritenute modelli di ordine civile e fonti di
ispirazione dello stesso Diritto di Sparta.
Il Codice delle leggi di questa grande
città cretese antica, che ci aiuta a ricostruire l'intero Diritto
greco antico, è stato scoperto nel 1884 grazie all'archeologo ed
epigrafista italiano Federico Halbherr, la cui opera ha
consentito di portare alla luce la più grande iscrizione greca,
rinvenuta incisa sui blocchi di pietra del muro interno di un
edificio pubblico, l'Odeon di epoca romana (I secolo d.C.), oggi
visibile nel cuore del sito archeologico.
La Grande Iscrizione, o "Regina delle iscrizioni", databile
alla prima metà del V secolo a.C. (intorno al 480-450 a.C.), è
incisa su lastre di poros (calcare locale) che inizialmente erano
murate in un altro edificio pubblico circolare, probabilmente un
Ekklesiastèrion (luogo che nell'Agorà era dedicato alle riunioni
dei cittadini) oppure un Bouleutèrion (Assemblea del
Consiglio) o un Tribunale, struttura di epoca classica, ricostruita
in epoca ellenistica e poi trasformata in Odeon (teatro
coperto) sotto Traiano (98-117 d.C.), conservando sempre
intatte le lastre iscritte, nel frattempo numerate.
L'iscrizione monumentale è anche nota come Dodekàdeltos di
Gortina, cioè iscrizione di 12 deltoi (colonne), in
quanto è stata incisa su 12 colonne di blocchi calcarei, che
ricoprono una lunghezza complessiva di circa 9 metri per 1,50 metri
di altezza totale.
Ogni colonna comprende tra le 53 e le 56 righe,
per un totale di oltre 600 righe; le colonne sono state numerate da
I a XII, partendo da destra verso sinistra.
Il testo originario dell'iscrizione è scritto nel dialetto dorico
locale, utilizzando l'alfabeto cretese arcaico di 18 lettere, il cui
aspetto risulta in linea generale simile a quello dell'alfabeto
greco moderno.
La tecnica di scrittura adotta il sistema
bustrofèdico (letteralmente, dal Greco, "che volta come il bue"),
nel quale la direzione cambia ad ogni riga:
da destra verso sinistra la prima riga, da
sinistra verso destra la seconda riga, e così via, come si volge
e gira il bue nel percorso di aratura di un campo.
Questa disposizione dell'iscrizione, che fu
incisa probabilmente per intero da un unico lapicida, non era
meramente decorativa, ma serviva a facilitare la lettura continua su
grandi superfici murali, guidando l'occhio del lettore lungo
l'intera estensione del muro.
La Grande Iscrizione contiene il Codice delle leggi di Gortina,
che si configura come il primo "Codice Civile" d'Europa, nel quale
furono inglobate vecchie e nuove disposizioni normative, che diedero
corpo a quel Diritto gortinio divenuto famoso ed esemplare
per il suo carattere innovativo, lo spirito di libertà di cui
risulta intriso e l'estrema precisione con la quale affronta le
tematiche oggetto di codificazione.
Pur non trattando tutte le materie giuridiche, il Codice si occupa
comunque di gran parte del Diritto Privato:
vengono disciplinate, infatti, questioni
riguardanti il Diritto di famiglia ed il Diritto ereditario,
quali le fattispecie di adozione, successione ed eredità,
donazione tra coniugi, divorzio, figli illegittimi.
Inoltre, sono presenti anche questioni relative
al Diritto di proprietà e delle obbligazioni (fattispecie di
vendita, debiti ed ipoteche), e casi relativi alle condizioni degli
schiavi; non mancano, altresì, i "delitti contro il costume"
(adulterio, violenza carnale) ed, infine, disposizioni procedurali.
Il Codice documenta una società rigidamente divisa in classi
sociali, nella quale lo status giuridico di ciascun individuo
(libero o schiavo) determinava la misura delle sanzioni pecuniarie
applicabili, espresse in statèri e dracme:
ad esempio, la colonna I della Grande
Iscrizione prescrive che, in ipotesi di illegittima detenzione
di una persona prima del processo, era prevista una multa di 10
statèri, se la vittima del sequestro era una persona libera, e
una multa di 5 statèri se la vittima del sequestro era uno
schiavo, oltre ad un importo aggiuntivo per ogni giorno di
ritardo nel rilascio, fissato a 1 statère (se persona libera)
oppure a 1 dracma (se persona schiava).
Alla luce di questa disposizione normativa,
possiamo rilevare la sorprendente modernità della procedura
giudiziaria del Codice, che garantiva il principio di non
colpevolezza fino a prova contraria e fino alla giusta decisione
della vertenza da parte del giudice che, agendo più da arbitro che
da funzionario statale, utilizzava soprattutto le testimonianze e i
giuramenti quali principali strumenti probatori.
Lo spirito innovativo e di libertà che caratterizza il Codice si può
rilevare in diversi punti, ad esempio in merito alla posizione
socio-economica della donna gortinia, molto migliore e più evoluta
rispetto alla condizione media della donna ellenica, nonché in
ordine alla patria potestà, intesa più come una forma di tutela e
guida dei figli piuttosto che come dominio assoluto, ed ancora per
quanto riguarda la condizione degli schiavi, trattati in linea
generale come esseri umani con propri diritti (anche se parziali) e
non semplicemente come oggetti o beni mobili.
La singolarità del Codice di Gortina si può apprezzare anche
attraverso un'analisi comparativa con altri sistemi giuridici
dell'antichità:
ad esempio, il Diritto di Atene ci è noto
soprattutto grazie ai discorsi degli oratori ed alle opere dei
filosofi, mentre il Diritto gortinio ci parla direttamente dalla
pietra.
Ad Atene, molti reati erano perseguiti dallo
Stato o attraverso azioni pubbliche (graphai), mentre a
Gortina il contenzioso era prevalentemente gestito in forma privata
(dikai) e la legge stabiliva soltanto l'entità della
compensazione monetaria spettante alla parte offesa, lasciando
l'esecuzione della sentenza ai privati assistiti dal magistrato.
Alcuni studi hanno ipotizzato influenze del Vicino Oriente sul
Codice di Gortina, in relazione a somiglianze formali con le
grandi raccolte legislative, come il Codice di Hammurabi (XVIII
secolo a.C.):
in entrambi i testi normativi viene trattato
ampiamente il Diritto di famiglia e viene utilizzata una
struttura casistica ("se accade X, allora la sanzione è Y"),
tuttavia i Codici orientali erano spesso presentati come
rivelazioni divine o decreti del "re giusto", mentre il
Codice gortinio è un documento civico introdotto dalla sola
parola Thioi ("Dèi"), senza menzionare legislatori mitici
o sovrani divini.
Il Codice di Hammurabi applicava spesso la legge
del taglione ("occhio per occhio"), invece il Codice di Gortina era
interamente basato sulla commutazione delle pene fisiche in multe
amministrative di carattere pecuniario, riflettendo così una
mentalità più pragmatica e meno vendicativa.
Gortina ed il suo Codice rappresentano una pietra miliare per lo
sviluppo della civiltà occidentale:
la Grande Iscrizione non è soltanto un
reperto archeologico, ma è anche la testimonianza di una società
che cercava di risolvere le tensioni sociali attraverso la
trasparenza della legge scritta, esposta pubblicamente affinché
nessuno potesse invocarne l'ignoranza.
L'autonomia giuridica e patrimoniale concessa
alle donne, nonché la tutela ed i diritti riconosciuti anche agli
schiavi, rivelano una pólis che aveva compreso la rilevanza della
stabilità sociale per assicurare la prosperità economica.
Oggi, tra i resti del sito archeologico, Gortina continua a narrare
la Storia del Diritto e il passaggio dall'arbitrio alla
certezza nella norma incisa nella pietra, transizione che ha posto
le basi della futura Giurisprudenza europea.
La conquista della città da parte degli Arabi nel
IX secolo d.C. segnò la fine materiale di una metropoli, ma non
l'epilogo della sua eredità intellettuale, che sopravvive ancora in
ogni moderno Codice civile che tratti di proprietà,
successione, parità di trattamento procedurale...
Immagini di
Riferimento
-
Resti della città greco-romana di Gortyn
(Γορτύν), comune di Gortyna, distretto regionale di
Heraklion, Creta, Grecia

-
Moneta in bronzo ritrovata durante gli
scavi archeologici nell'antico sito di Gortina, Creta,
Grecia. Attualmente conservata presso la Bibliothèque
nationale de France, Francia

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Resti della città greco-romana di Gortyn
(Γορτύν), comune di Gortyna, distretto regionale di
Heraklion, Creta, Grecia

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Moneta in bronzo ritrovata durante gli
scavi archeologici nell'antico sito di Gortina, Creta,
Grecia. Attualmente conservata presso la Bibliothèque
nationale de France, Francia

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Resti della città greco-romana di Gortyn
(Γορτύν), comune di Gortyna, distretto regionale di
Heraklion, Creta, Grecia

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Moneta in bronzo ritrovata durante gli
scavi archeologici nell'antico sito di Gortina, Creta,
Grecia. Attualmente conservata presso la Bibliothèque
nationale de France, Francia

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