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di
Giovanna Angelino sono strettamente intrecciate
e influenzano
ogni aspetto della vita collettiva e soglia di ricchezza, Pil e vincolo di bilancio, gli indici delle nostre vite...
Ed è la pura verità.
Però, possiamo anche dire che tutte le scelte
politiche sono decisioni economiche. Un ragionamento che ci porta ad
affermare senza dubbio che la politica e l'economia sono la stessa
cosa.
Questi ultimi sono utili per analizzare, per valutare, ci dicono se un'economia sta crescendo, se siamo più poveri, addirittura se siamo "felici"...
Il vincolo di bilancio non è solo un concetto
"macro", ma rappresenta, ad esempio, anche la quantità di beni e
servizi che mi posso permettere, in base al mio reddito e ovviamente
ai prezzi.
Proviamo ad immaginare la prima forma di scambio commerciale, il baratto.
A prova di quanto l'economia sia fondamentale nelle nostre vite, basti pensare al pensiero e alla filosofia che vi sono dietro.
Gli studi e le ricerche sono iniziati fin dalla notte dei tempi, se pensiamo a Marx, alle teorie di Keynes e a centinaia di esperti e studiosi, che hanno messo a punto grafici, formule matematiche per dimostrare le loro tesi sul mercato del lavoro, su quello dei beni.
Sono poi arrivate le teorie relative alle borse e
ai titoli, alla finanza, alla quantità della moneta in circolazione,
ai tassi di interesse, alla legge della domanda e dell'offerta.
Se dovessimo spiegare il concetto a un bambino, potremmo usare tranquillamente un linguaggio da bar:
Le diseguaglianze economiche oggi sono un pericolo per tante ragioni.
Elon Musk è diventato il primo trilionario al mondo.
L'eccesso di ricchezza è un male.
La nuova fase economica e culturale che stiamo vivendo è un pericolo per l'umanità. Innanzitutto, dal punto di vista umano, la ricchezza è nociva per gli stessi ricchi.
Se osserviamo attentamente le loro vite, ci accorgiamo subito di tante anomalie e disfunzioni:
La concentrazione di ricchezza contrasta con il concetto di equità.
Il sistema fiscale dei paesi è concepito in modo tale che i ricchi paghino meno tasse dei più poveri. Le ragioni di tale divario risiedono proprio in anomalie del sistema.
Infatti, basti pensare a come sia facile spostare produzioni e capitali in paradisi fiscali, per eludere il fisco e ridurre i costi (soprattutto il costo del lavoro).
La legge in termini fiscali non è uguale per
tutti, e presenta molte lacune che i ricchi riescono a sfruttare a
danno dei più poveri, dell'Economia e dell'ambiente, favorendo
guerre, carestie e malessere per i più deboli.
A dispetto della tutela dell'ambiente, i ricchi sprecano, sperperano il denaro nel lusso, buttano via e inquinano.
La ricchezza, quella a 10 e 12 zeri, è concentrata nelle mani di pochi.
Politica-economia, il binomio richiama, dunque problemi legati alla sanità (c'è bisogno di risorse), quindi parliamo di malattie, solitudine, preoccupazioni, salute mentale.
Il problema più grande della concentrazione di ricchezza è la minaccia alle 'democrazie'...
I profitti sono diventati la priorità soprattutto per l'industria delle armi e per le industrie farmaceutiche.
I costi dell'arricchimento di pochi vengono pagati da molti.
Paghiamo, ad esempio in termini di ambiente
pulito, di cibo sano, inquinamento, guerre, malattie, fame, povertà,
isolamento, salute mentale.
Inoltre, ha smantellato l'USAID, agenzia che finanziava diversi programmi umanitari.
Il risultato stimato dagli esperti di tutta l'operazione è la perdita di oltre 14 milioni di vite entro il 2030 (4,5 milioni di bambini sotto i cinque anni).
Ecco come sono i ricchi:
L'era attuale è quella dei social, piattaforme
che riescono a influenzare il pensiero con una combinazione
diabolica di algoritmi e tecniche sempre più sofisticate.
Come sarà il futuro, se non cambia il vento?
Si andrà sempre di più verso Politica-Economia e
potere. I governi proteggeranno sempre di più i privilegi dei
ricchi, la democrazia diventerà una parola svuotata di significato.
Artefice del moltiplicatore Keynesiano, l'economista inglese sosteneva che il governo doveva intervenire in Economia aumentando la spesa pubblica e tagliando le tasse.
In questo modo, si produce un effetto domino (più
investimenti, scuole, opere pubbliche, più lavoro, più consumi
ecc.), tanto che la spesa iniziale sarebbe stata inferiore al
rendimento.
Che tempo strano è quello di oggi...
Persino gli economisti del passato avevano più lume della ragione e più cuore:
Un ritorno al passato non sarebbe un male, e perché no, un passaggio a nuovi binomi:
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