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di
Lazarus
05 Ottobre 2026
dal Sito Web
LazarusGD

Da
Sade all'algoritmo:
l'ascesa
del totalitarismo pulsionale
Dal 2010, anno del rilascio pubblico di Instagram, il
mondo è cambiato.
È cambiato il modo in cui usiamo il nostro tempo libero, quello in
cui costruiamo le nostre relazioni sociali, quello in cui
comunichiamo.
Sapete già tutto questo.
Ma due altre cose - forse, meno evidenti - sono cambiate.
La prima riguarda il modo in cui
Instagram seleziona i contenuti da mostrarci.
Inizialmente, la questione era semplice:
vedevamo le foto degli utenti a cui
avevamo messo il "segui".
Oggi,
algoritmi progettati per
renderci dipendenti dai social ci indirizzano in un tunnel
infinito di contenuti ad alta carica emotiva:
guerra, violenza, scandalo, stili di vita
faraonici, bellezza apollinea.
La seconda è una conseguenza della
prima: passiamo sempre più tempo online, consumando quel tipo di
contenuti.
Nel lungo periodo, questo provoca un
cambiamento non solo nelle nostre abitudini, ma anche nei nostri
valori.
Giorno dopo giorno, stiamo venendo educati a
vivere in un totalitarismo pulsionale.
Un sistema di controllo che fa leva sui nostri istinti più profondi,
e si impone senza il bisogno della forza fisica.
La libertà - quella vera - viene sostituita da
una libertà fittizia, svuotata e riservata solo a pochi eletti.
Lo so:
potreste pensare che sto esagerando.
Cercherò di convincervi del contrario.
E, per farlo, torneremo nel Settecento.
Cos'è la Libertà?
Per capire perché Instagram sta uccidendo la libertà, dobbiamo prima
darne una definizione concreta.
Ci sono due modi di concepire il termine.
Alcuni, come il
Marchese Donatien-Alphonse-François de
Sade (1740-1814) avevano un'interpretazione
radicale della libertà.
Il termine "sadismo" deriva da lui:
il marchese si dilettava nella scrittura
di opere letterarie colme di violenza estrema.

Marchese
Donatien-Alphonse-François de Sade
Politicamente, egli è considerato un precursore del
libertarismo più radicale.
Per de Sade,
l'unico modo dell'uomo per raggiungere la
reale felicità è seguire le proprie pulsioni
naturali; non importa quanto estreme esse siano.
Non esiste una legge morale o divina al di sopra di ciò che
la natura ci indica.
Anche quando ciò prevede la
sopraffazione, la violenza o l'odio sugli altri individui.
Se il mio istinto naturale mi dice
di rapinare un negozio, è perfettamente accettabile
seguirlo.
La libertà di Sade è quindi individuale e
totale...
Il secondo modo di intendere la libertà ci viene fornito
da un filosofo molto più celebre di Sade:
Immanuel Kant
(1724-1804).

Immanuel Kant
Gaceta UNAM
Per Kant, la libertà è tale solo se incontra un limite...
E quel limite riguarda la libertà di tutte le
altre persone:
non posso seguire il mio istinto naturale
di rapinare in negozio, in quanto quell'istinto viola il
diritto di un altro.
O, come vi hanno sicuramente detto a scuola,
"la tua libertà finisce dove inizia
quella di un altro".
La libertà di Kant è quindi collettiva e
limitata...
Potrete facilmente constatare perché, per lungo tempo, la nostra
società abbia scelto prevalentemente la strada di Kant.
Come potremmo sopravvivere e progredire se
ognuno si comportasse come se vivessimo nel regno animale?
La libertà totale di Sade porterebbe a
un continuo "tutti contro tutti" in cui prevarrebbero i più
forti, prepotenti o fortunati, trasformandosi ben presto in una
tirannia della minoranza.
La libertà di Kant è, di fatto, l'unica vera libertà
attuabile in una società.
Eppure, piattaforme come Instagram
agiscono come acceleratore culturale della visione di Sade,
alimentando e cronicizzando gli istinti delle persone:
paura, bisogno d'approvazione, invidia,
scontro, individualismo competitivo...
E, con essi, l'ascesa di una nuova tirannia.
La Vendetta di Sade - Il
Totalitarismo Pulsionale
Nell'ultima riga di questo post abbiamo accennato al concetto di
totalitarismo pulsionale:
un sistema di controllo che non si impone con
la forza, ma con lo sfruttamento dei nostri istinti più
profondi.
O, se volete la definizione formale, come:
forma di potere nella quale il controllo non
avviene principalmente attraverso l'imposizione di un'ideologia,
ma attraverso la selezione, l'amplificazione e la monetizzazione
delle pulsioni individuali.
Questo nuovo sistema di controllo si serve
di due strumenti formidabili:
lo smartphone e l'algoritmo (per inciso, Sade
li avrebbe amati)...
Vediamo come funziona. 1
Come diceva Aristotele,
'diventiamo ciò che facciamo
ripetutamente'...
Senza che lo notiamo, l'algoritmo ci sta
allenando a considerare normali e legittimi istinti che comportano
la sistematica violazione della libertà altrui.
In altre parole,
perdiamo la capacità di riconoscere i limiti
che rendono possibile la libertà di Kant.
Ogni volta che vedete un contenuto che esalta uno
stile di vita da nababbo - jet privati, borse da diecimila euro,
un'esistenza fatta solo di conquiste materiali - state allenando
l'istinto all'invidia e alla sopraffazione economica:
non importa come, basta avere di più degli
altri.
Ogni volta che vedete un corpo giudicato, votato,
messo a confronto con altri in un "chi è più attraente tra questi
due",
state allenando l'istinto a trattare una
persona reale, spesso ignara di essere lì, come un prodotto da
valutare con un voto.
Ogni volta che un contenuto politico riduce chi
la pensa diversamente a una macchietta da ridicolizzare,
state allenando l'istinto a considerare
l'altro un bersaglio, non un interlocutore.
La lista potrebbe andare avanti all'infinito.
Se lo applichiamo ai miliardi di persone che frequentano i social
ogni giorno, questo processo insinua nella società una
legittimazione della violenza, della prevaricazione sull'altro e
della mancanza di ogni limite reciproco.
Paradossalmente, la "finta libertà" promossa dai social
comporta la fine della vera libertà:
noi impariamo a violare la libertà altrui; ma
gli altri imparano a violare la nostra.
Il risultato?
Nessuno di noi è più realmente libero.
Diventiamo schiavi dei nostri istinti
animaleschi, delle nostre paure e delle nostre ansie.
E, cosa peggiore, di chi decide quale di questi sentimenti
amplificare, e quando, per i propri scopi.
La libertà che Instagram ci ha venduto è
quella di Sade, non quella di Kant.
Ma, tra uno scroll e l'altro, possiamo ancora imparare a seguire la
seconda...
Riferimenti
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Una nota tecnica.
Le slot machine funzionano perché
la ricompensa è imprevedibile: non sai mai se il prossimo
giro vince, ed è proprio questo a tenerti incollato.
Lo scroll infinito funziona
identico: non sai mai quale contenuto ti colpirà. Stessa
leva, niente sigari né fiches.
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