di Antonio Fernandez

giugno 2016

dal Sito Web Tonyfdez

traduzione di Nicoletta Marino

Versione originale in spagnolo

 

 

 

 

 

 

 

La storia ha inizio nell'Inghilterra medievale nel XIV secolo. La vita, già non particolarmente facile in quel momento storico, era arrivata a essere particolarmente sgradevole, brutale e breve.

 

L'anno prima, la "Grande Pestilenza", meglio conosciuta come la Morte Nera, era arrivata dall'Europa continentale.

 

La pandemia, come Rossemay Horrox segnalò:

"Iniziò in India e passando dalla Siria e dall'Egitto, arrivò in Inghilterra nel 1349, e la morte distrusse più di un terzo degli uomini, delle donne e dei bambini."

 

"A causa delle morti in massa, la società feudale fu scossa fin nelle fondamenta da un fatto sorprendente.

 

A causa della scarsità di servi, artigiani e operai e di contadini, un numero rilevante di signori e nobili rimasero senza servizio e assistenza."

I sopravvissuti furono in grado di chiedere un compenso maggiore per il loro lavoro e non furono intimiditi nel momento della richiesta del compenso.

 

In risposta, il re Edoardo III - un ricco latifondista che era dipendente dai suoi servitori come molti altri signori - emise "l'Ordinanza dei Lavoratori" che limitava la quantità che i lavoratori potevano richiedere per il loro lavoro.

 

Le modifiche posteriori della legge - per esempio lo Statuto dei Lavoratori del 1351 - ampliavano le pene se si pagava una quota superiore rispetto alle quote stabilite.

 

Quelle leggi stabilivano quello che effettivamente chiameremmo un salario massimo. Però le implementazioni di queste misure incarnarono l'idea, già dal Medio Evo, che i profitti per un lavoro reso devono essere adeguati al lavoro realizzato.

 

Il teologo cattolico Tommaso d'Aquino scrisse che:

"le ricchezze esterne" di un uomo "devono essere adeguate per poter vivere secondo la sua condizione di vita".

Altrimenti sarebbe stata una tentazione al peccato e una minaccia per l'ordine sociale.

 

Come lo storico Kevin Blackburn ha affermato in maniera convincente (The Living Wage in Australia - A Secularization of Catholic Ethics on Wages, 1891-1907), fintanto che le leggi che sostenevano i salari fissando all'inizio un limite massimo, si utilizzarono anche per stabilire un salario degno e possibilmente vincolarlo ai prezzi degli alimenti.

 

Con il passare dei secoli, I giudici di pace incaricati di fissare I salari massimi iniziarono anche a fissure I salari minimi formali, anche se l'evidenza è discontinua (The Assessment of Wages in England by the Justices of the Peace).

 

Comunque la pratica finalmente ottenne il riconoscimento legale con l'approvazione di una "Legge per fissare un salario minimo" emessa nel 1604 durante il regno di Giacomo I e riguardante i lavoratori dell'industria tessile.

 

L'idea di imporre ai salari, sia un limite superiore o inferiore sarebbe caduto vittima delle tendenze liberali dell'Inghilterra sempre più capitalista.

 

All'inizio del 19mo secolo, furono messi in deroga gli Statuti dei Lavoratori. Ma la discussione sui salari non scomparve. Come conflitto lavorativo si estese in molti paesi industrializzati del 19mo secolo e il concetto di salario minimo o salario degno rispuntò nei luoghi più inaspettati.

 

Il primo posto fu in Vaticano. Nel 1891, il Papa Leone XIII adottò un marcato carattere medievale riguardo alla questione lavorativa.

 

Nella sua Rerum Novarum, il pontefice chiese l'approvazione di leggi per eliminare:

"le cause che portano ai conflitti tra proprietari e impiegato."

La prima di quelle cause, si diceva, era l'insufficienza dei salari.

"e defraudare a una qualsiasi persona del salario che gli corrisponde, è un gran crimine che richiama l'ira vendicatrice dei Cieli", dichiarò.

C'era una maniera più facile però per risolvere il problema invece di disturbare l'Onnipotente.

 

Il Papa consigliò la riattivazione del salario medievale adducendo che il compenso di un lavoratore salariato doveva essere sufficiente

"affinché egli fosse frugale e si comportasse bene".

L'enciclica si ripercosse nei paesi che avevano un gran numero di cattolici e di lavoratori interessati.

 

Tra questi ci fu l'Australia che insieme alla Nuova Zelanda si trasformò nella culla del movimento del salario minimo attuale. Nella decade del 1890 i cattolici australiani iniziarono una campagna a favore dell'innescare il salario adeguato.

 

L'anno dell'Enciclica, il cardinale australiano Patrick Francis Moran chiese salari adeguati per,

"dare una responsabilità... per l'appoggio frugale alla moglie e alla famiglia [dei lavoratori]."

Si fecero le prime leggi sui salari minimi reali negli Stati di Victoria (1894) e del Nuovo Galles del Sud (1895).

 

Questi disposero che i lavoratori non qualificati impiegati dal governo avessero una paga di un salario adeguato a 7 scellini al giorno.

 

Nel 1894 un parlamentare dichiarò (The Living Wage in Australia: The Role of Government),

"i lavoratori devono avere un minimo di paga che permetta loro di mantenere le loro famiglie decentemente."

Negli anni a seguire l'appoggio alla legislazione del salario minimo crebbe.

 

Riformatori cattolici continuarono a far rivivere l'idea medievale di un salario adeguato. L'esponente più importante fu Henry Bournes Higgins, il giudice che presidiò il Tribunale di Conciliazione e Arbitraggio del Commonwealth.

 

Nel 1907, Higgins si fissò sul caso di Sunshine Cosechadora Works, il più grande fabbricante di attrezzi agricoli in Australia.

 

Secondo una legge approvata da poco, l'impresa avrebbe dovuto pagare una tassa elevata a meno che non provasse che pagava ai suoi lavoratori dei salari "giusti e ragionevoli".

 

La legge n on stabiliva i salari, toccava al tribunale decidere se l'impresa avesse raggiunto quella soglia.

 

Higgins si dichiarò contrario alle asserzioni dell'impresa.

 

Più importante ancora, Higgins dichiarò che il tribunale aveva il diritto di imporre un salario minimo nazionale nel settore privato e così fu fatto:

sette scellini al giorno per i lavoratori non qualificati.

Higgins dicharò che un salariro adeguato deve essere sufficiente per dare,

"comodità ragionevole e frugale."

Comemosservò Blackburn, Higgins effettivamente "secolarizzò il salario adeguato", il riattivare un concetto medievale in tempi moderni…