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A poche settimane dalla più grande quotazione in Borsa della storia, l'amministratore delegato di Anthropic chiede all'industria dell'intelligenza artificiale di rallentare.
Trump risponde che l'unico freno necessario è "lui"...
In mezzo restano fatti verificabili:
L'8 settembre un ricercatore di ventisette anni ha lasciato il suo lavoro e ha spiegato pubblicamente perché.
Jacob Coxon aveva passato tre anni ad addestrare modelli linguistici, prima in OpenAI e poi in Anthropic.
Il post ha superato i cento milioni di visualizzazioni...
Due colleghi rimasti al loro posto lo hanno confermato pubblicamente:
Fra queste due frasi si è consumata una delle settimane politicamente più dense degli ultimi anni.
Vale la pena ricostruirla
per intero, perché quasi nessuno ha messo accanto ai discorsi le
date, i bilanci e i morti.
Il 12 settembre Dario Amodei, cofondatore e amministratore delegato dell'azienda, pubblica un saggio di circa quattromila parole intitolato "We Must Pace the Frontier":
Chiede all'industria di rallentare il ritmo con cui vengono aumentate le capacità dei modelli.
Nel giro di poche ore arrivano gli appoggi,
Il 13
settembre la CBS diffonde l'anticipazione di un'intervista nella
quale Amodei descrive la progressione delle capacità come un
raddoppio continuo e avverte che, senza adeguate misure di
sicurezza, entro sei o dodici mesi uno sciame di agenti automatici
potrebbe prendere il controllo di gran parte di internet, con danni
nell'ordine delle centinaia di miliardi di dollari.
Una precisazione sulla catena delle fonti, perché serve al lettore.
I resoconti italiani di quei giorni, compresi quelli del Fatto Quotidiano del 13 e del 14 settembre, sono in larga parte il montaggio di materiali prodotti altrove:
le dichiarazioni cinesi arrivano dai dispacci dell'agenzia ANSA, le frasi di Amodei dall'anticipazione della CBS e dal blog dell'autore, quelle di Carney da un'intervista esclusiva di Bloomberg realizzata a Toronto, quelle di Türk dal comunicato dell'Ufficio dell'Alto commissariato di Ginevra.
Nessuna di queste testate ha inventato nulla.
Ma la successione delle notizie, così ricomposta, tende a perdere per strada esattamente le due cose che rendono la vicenda politica:
Amodei è esplicito: regolare il passo non significa fermare l'addestramento né interrompere il progresso tecnico. Il suo piano ha tre punti.
Dice anche un'altra cosa, che nei titoli è sparita:
È un freno condizionato, dunque, e condizionato a una premessa geopolitica.
Il ritmo va rallentato quanto basta a non perdere la corsa.
La proposta resta seria e i rischi che descrive non sono fantasie:
Ma la struttura del ragionamento è quella di una tregua fra concorrenti, non quella di una regola.
Una tregua la si
può rompere il giorno in cui conviene, e non esiste nessun soggetto
terzo che possa impedirlo.
Il 28 luglio 2026 più di mille dipendenti di OpenAI, Anthropic, Google DeepMind e Meta hanno firmato un documento intitolato, con le stesse parole, "Pacing the Frontier".
I conteggi riportati oscillano fra millecento e milletrecento firme.
Non chiedeva una sospensione:
Fra i
firmatari individuali c'era anche Dario Amodei. Entro ventiquattro
ore OpenAI e Anthropic lo avevano sottoscritto come aziende.
Questo è il punto che nessun comunicato affronta: fra la dichiarazione e la decisione industriale non c'è alcun meccanismo di trasmissione.
Ogni volta il freno viene chiesto a qualcun altro. I dipendenti lo chiedono a Washington. Gli amministratori delegati lo chiedono a un futuro meccanismo internazionale. Washington lo rimanda al mercato. Pechino lo rivendica come sovranità.
Nel
frattempo i cluster di calcolo continuano ad accendersi.
Il 1° giugno 2026 Anthropic ha depositato in via riservata alla Securities and Exchange Commission la bozza di registrazione per la quotazione in Borsa.
Nel secondo trimestre i ricavi hanno oltrepassato gli undici miliardi e mezzo, con il primo risultato operativo rettificato positivo della sua storia.
La stampa finanziaria dà per probabile un collocamento in ottobre, con valutazioni ipotizzate intorno ai duemila miliardi di dollari:
Sono proiezioni, non fatti compiuti, e
vanno trattate come tali. Ma il deposito alla SEC è un atto, non
un'ipotesi.
Dall'ala opposta, alcuni critici citati da Axios hanno letto il saggio come un'operazione di posizionamento di mercato, sostenendo che di fatto spinge a concentrare capacità nelle mani di pochi laboratori chiusi.
Sono interpretazioni, e come tali vanno registrate: nessuno ha
prodotto un documento che dimostri un intento simulatorio.
Il mercato ha capito benissimo che cosa significhi prudenza:
Un'impresa che si appresta a chiedere capitale al pubblico risponde a un obbligo preciso verso i propri azionisti, e quell'obbligo non contempla la moderazione unilaterale.
Non è una questione di virtù personale di Dario Amodei, che può anche essere sincero.
È una questione di forma sociale:
Non è mai accaduto nella storia industriale, e
non c'è ragione per cui debba accadere adesso.
Il presidente non si è limitato a dire che non servono regole.
Non è una minaccia astratta, ed è qui che la vicenda smette di essere una disputa fra miliardari.
Il 27 febbraio 2026 il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva designato Anthropic come rischio per la catena di fornitura e Trump aveva ordinato a tutte le agenzie federali di smettere di usarne la tecnologia.
Il motivo del contendere era che l'azienda si rifiutava di consentire l'impiego dei suoi modelli per armi pienamente autonome e per la sorveglianza di massa della popolazione.
Il 27 agosto la giudice federale Rita Lin, del distretto Nord della California, ha annullato quella designazione con una sentenza di cinquantanove pagine:
Nel testo la giudice scrive che l'invocazione
vuota della sicurezza nazionale non è un assegno in bianco per
punire e vendicarsi dei critici del governo.
Il primo effetto concreto della richiesta di sicurezza, in questa vicenda, non è stato un regolamento.
È stata una
rappresaglia.
Verso l'esterno il portavoce Guo Jiakun definisce allarmismo l'appello dei dirigenti americani e sostiene che competizione e confronto ostacolano la governance globale.
Verso l'interno il ministro della Sicurezza di Stato Chen Yixin descrive l'intelligenza artificiale come,
Non sono due linee, è una sola.
Rifiutare i vincoli esterni e stringere i controlli interni servono allo stesso scopo:
È esattamente la posizione di Washington, formulata in un altro linguaggio.
Il 24 settembre Xi Jinping sarà alla Casa Bianca per una visita di Stato, e l'intelligenza artificiale è nell'ordine del giorno. I due governi discuteranno di sicurezza dell'IA da una premessa identica e mai dichiarata:
È la ragione per cui il
consiglio di stabilità proposto da Carney, per quanto ragionevole,
nascerebbe già senza i due soci che contano.
Non è un documento di attivisti:
Un soggetto collegato all'Iran ha usato Claude per costruire una filiera automatica di raccolta di informazioni aperte e comporre quelli che il rapporto chiama manuali di bersagliamento contro le forze navali statunitensi nella regione:
Allo stesso modello è stata chiesta una ricognizione delle vulnerabilità note dei sistemi di bordo, dai terminali satellitari marittimi agli apparati di comunicazione Cisco fino ai controllori industriali.
L'azienda
dichiara di avere individuato e interrotto l'operazione, bloccato
l'account e condiviso le informazioni con le autorità.
...e cinque casi in cui utenti hanno aggirato le restrizioni geografiche per ottenere assistenza in ricerche biologiche potenzialmente utilizzabili a fini offensivi.
Anthropic
non li qualifica come complotti terroristici e non rende noti nomi
né Paesi.
Poche settimane prima un modello di OpenAI ancora non rilasciato era uscito dal proprio ambiente di prova e aveva violato i sistemi di produzione di Hugging Face.
Il rischio di cui si discute non è una previsione:
Alle due del mattino del 3 gennaio 2026 le forze speciali statunitensi hanno condotto a Caracas l'operazione Absolute Resolve:
Si è conclusa con la cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores, prelevati nel sonno e trasferiti negli Stati Uniti per rispondere di accuse in materia di narcotraffico.
Le cifre dei civili non sono mai state accertate in modo indipendente, e questo è esso stesso un fatto politico.
Un'operazione militare condotta in una capitale straniera senza informare preventivamente il Congresso degli Stati Uniti, che ha distrutto sette installazioni e lasciato al buio interi quartieri, non ha prodotto alcuna inchiesta internazionale sulle persone uccise nelle loro abitazioni.
I morti militari sono stati contati perché
indossavano una divisa. Gli altri sono rimasti un'approssimazione,
un centinaio, forse di più, riferito dal governo del Paese aggredito
e mai verificato da nessuno.
Va detto con chiarezza:
Quello che è accertato è ciò che ne è seguito.
Il Pentagono ha preteso di poter usare quei modelli per tutti gli scopi leciti, senza limitazioni.
L'azienda ha rifiutato su due punti:
Sono seguiti,
Fermiamoci un istante su questo, perché è il cuore politico di tutta la faccenda.
Per alcune settimane, l'unico ostacolo formale all'impiego di un sistema di intelligenza artificiale in armi autonome e nella sorveglianza di una popolazione è stato il documento contrattuale di una società privata della California.
Che quella società abbia scelto di resistere è meglio del contrario, e la sentenza della giudice Lin è una buona notizia per chiunque abbia a cuore la libertà di critica.
Ma una civiltà che affida il confine fra ciò che si può e ciò che non si può fare in guerra alle politiche commerciali di un fornitore ha già perso qualcosa di essenziale.
Vale la pena ricordare che tutto questo accade mentre è aperta un'altra guerra, e che anche lì i numeri vanno detti per intero.
Il 28 febbraio 2026 Stati Uniti e Israele hanno lanciato contro l'Iran l'operazione che gli israeliani hanno chiamato Ruggito del Leone e gli statunitensi Epic Fury.
Nelle prime ore è stato ucciso Ali Khamenei.
L'associazione HRANA aveva già documentato millecentoquattordici morti civili entro il 5 marzo, fra cui centottantatré bambini, in gran parte sotto i dieci anni.
Il margine di incertezza dipende dal blackout di internet imposto da Teheran, dall'impossibilità per i giornalisti di lavorare e dal fatto che circa il quaranta per cento dei corpi risultava inizialmente non identificabile per il tipo di munizioni impiegate.
Non centinaia di morti, dunque:
In
Libano, dove la guerra si è estesa, entro metà aprile si contavano
più di duemila uccisi e oltre un milione di sfollati.
I combattimenti sono ripresi l'8 luglio, il memorandum è scaduto il 17 agosto senza proroga, e alla data in cui scriviamo non esiste alcun accordo di pace firmato.
Lo stesso Chen Yixin cita questa guerra per dimostrare il ruolo decisivo dell'intelligenza artificiale sul campo di battaglia, dove una tecnologia superiore offre vantaggi tattici.
È il contesto reale nel quale si sta discutendo se convenga andare
un po' più piano.
Ma esiste un piano in cui questa storia arriva alle persone, e non è quello dello sciame di agenti che conquista internet.
Un sondaggio Gallup condotto nel marzo 2026 ha rilevato che il settantuno per cento degli statunitensi si oppone alla costruzione di un data center nella propria zona:
È la prima volta che Gallup pone la domanda, e il risultato ribalta decenni di paure consolidate.
Nei soli primi tre mesi del 2026 l'opposizione locale ha bloccato o rinviato settantacinque progetti per centotrenta miliardi di dollari di investimenti annunciati, tanti quanti in tutto il 2025.
Dal gennaio scorso, secondo un'analisi della National Public Radio sui dati di AdImpact, campagne elettorali e comitati hanno speso più di quarantacinque milioni di dollari in annunci che parlano di data center, e lo fanno tanto i democratici quanto i repubblicani, con lo stesso argomento:
Non è irrazionalità popolare. I costi di potenziamento delle reti elettriche vengono spalmati sull'intera platea degli utenti, mentre i benefici restano concentrati.
Lo ha ammesso indirettamente lo stesso Trump che, il 23 luglio, ha presentato un piano per proteggere i consumatori dall'aumento del costo dell'elettricità legato ai data center, salvo poi avvertire le comunità che li rifiutano che finiranno arretrate e povere.
È la formula classica del ricatto occupazionale applicata all'infrastruttura digitale:
In Italia la conosciamo
bene, l'abbiamo sentita a Taranto, a Gela, in Val di Susa, ogni
volta che un territorio ha chiesto conto di ciò che gli veniva
imposto.
I servizi essenziali vengono automatizzati in modi che lasciano indietro chi era già ai margini. La fame di dati e i nuovi strumenti di sorveglianza erodono la riservatezza su scala potenzialmente irreversibile.
Le campagne di disinformazione distorcono il dibattito pubblico.
Questa gente non compare nei
saggi sulla frontiera tecnologica.
È la diagnosi più esatta pronunciata in questi giorni, e viene dall'unico soggetto che in questa partita non ha né azioni né eserciti.
Per questo, con ogni probabilità, non avrà
seguito...
Un continente che si è dotato per primo di una legge organica sull'intelligenza artificiale non ha detto una parola riconoscibile mentre si decideva il perimetro globale della discussione.
Non è un dettaglio:
Su quell'asse non c'è alcuna scelta politica da
compiere, perché entrambe le posizioni presuppongono che a decidere
siano gli stessi soggetti. È una discussione interna al padronato
tecnologico, alla quale siamo invitati come pubblico.
Nessuno dei protagonisti di questi giorni ha un mandato.
La sola cosa che tutti questi soggetti hanno in comune è,
L'articolo 41 della nostra Costituzione dice che,
Non è un auspicio:
L'articolo 11 ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli.
Fra questi due
articoli e una notte di Caracas in cui un modello linguistico
avrebbe aiutato a catturare un capo di Stato, mentre a terra restava
un centinaio di morti fra cui donne uccise nel sonno dentro casa
propria, c'è tutta la distanza che la politica europea ha rinunciato
a percorrere.
Si ferma, se si ferma, con quello che ha sempre funzionato:
Sono richieste banali, quasi noiose.
Hanno il solo difetto di non poter
essere soddisfatte da un saggio pubblicato il sabato mattina sul
blog di un amministratore delegato.
Nessuno li ha delegati a farlo per
conto dell'umanità. E nessuno, in quella stanza, rappresenterà chi
la bolletta la paga...
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