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di Thierry Meyssan
20 Gennaio 2026
traduzione di Rachele Marmetti
dal Sito Web
ReteVoltaire
Versione in inglese
Versione in spagnolo
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Thierry Meyssan
Consulente politico, presidente-fondatore della Rete
Voltaire. Ultima opera in italiano: Sotto i nostri
occhi. La grande menzogna della "Primavera araba".
Dall'11 settembre a Donald Trump, Editioni La Vela,
2018. |

Fonte
La mappa del mondo disegnata
durante
il vertice di
Anchorage del 15 agosto 2025.
Il
planisfero è diviso in modo sommario
in tre zone
d'influenza,
che ora vengono
negoziate con più precisione…
Il
mondo
sta
cambiando molto rapidamente.
Il 2026
dovrebbe essere caratterizzato
dal
ritorno delle zone di influenza
e dalla
fine degli imperi coloniali.
Soprattutto,
vedrà il
ritorno del diritto internazionale
in luogo
delle regole che abbiamo conosciuto finora.
Solo chi
sarà in grado di capire questi cambiamenti
e di
adattarsi velocemente
continuerà
a svilupparsi.
Da,
-
il vertice di Anchorage (15 agosto 2025)
-
il cessate il fuoco a Gaza (10 ottobre
2025)
-
l'operazione Absolute Resolve in
Venezuela (3 gennaio 2026).
...stiamo assistendo alla riorganizzazione del
mondo.
È ormai chiaro che in Alaska i presidenti
Donald Trump
e
Vladimir Putin
si sono divisi il mondo. La convalida delle grandi linee
dell'accordo avverrà nel prossimo vertice Trump-Xi
Jinping.
L'unica informazione di cui disponiamo è la mappa dello
stato-maggiore russo, pubblicata da
Andrei Martyanov, che divide il
mondo in tre zone d'influenza, il che non contraddice il principio
di un mondo multipolare.
Il diritto internazionale originario -
intendo antecedente la guerra fredda - risolve solo alcuni
problemi e concede agli Stati massima libertà di manovra entro i
limiti che essi stessi si sono imposti.
Nel mio ultimo articolo ho spiegato che,
contrariamente a quanto tutti sostengono, rapendo il presidente
Maduro gli Stati Uniti hanno commesso un crimine rispetto alle
regole precedenti, ma erano nel pieno diritto di farlo rispetto ai
propri impegni.
Anche se ci può sembrare sconvolgente, è una
realtà ineludibile.
È così che d'ora in avanti il mondo dovrà
funzionare.
Finora il mondo era governato dal G5/6/7/8, fino
a ieri composto da,
Germania, Canada, Francia, Stati Uniti,
Italia, Giappone, Regno Unito e Unione Europea.
La sua scomparsa segnerà la fine degli imperi
inglese e francese.
Dobbiamo accettare che,
-
la Francia dovrà decolonizzare la Nuova
Caledonia e la Polinesia
-
gli Stati Uniti dovranno decolonizzare le
Samoa, Guam e le Isole Vergini
-
la Nova Zelanda dovrà decolonizzare
Tokelau
-
il Regno Unito dovrà decolonizzare
Anguilla, le Bermuda, le Isole Vergini, le isole Cayman e
Falkland, Gibilterra, Montserrat, Sant'Elena e le Isole
Turks e Caicos
Ciò dovrà essere fatto molto rapidamente se
Francia, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Regno Unito desiderano
mantenere una presenza nelle loro ex-colonie.
È probabile che il Commonwealth si disgregherà.
Gli Stati membri abbandoneranno quanto meno
la doppia cittadinanza.
Il G7 sarà sostituito da un G4/5 formato da,
...cui il presidente Trump vorrebbe associare il
Giappone [1]. È tuttavia probabile che il Giappone
non sarà ammesso, date le sue dichiarazioni belliciste.
La Cina è in collera per l'ascesa del militarismo
imperiale giapponese, il negazionismo del governo di Sanae
Takaichi, le sue mire sui microprocessori taiwanesi e le
ricerche di terre rare.
Tenuto conto della rispettiva forza, le quattro principali
potenze mondiali potranno decidere di fare ciò che vogliono in
tutti i casi non regolati dal diritto internazionale - come già
hanno fatto gli Stati Uniti in Venezuela.
Diverse alleanze regionali consentiranno a potenze secondarie di
svolgere un ruolo importante.
Non parlerò
della NATO, che sarà sciolta a metà
2027, o anche prima, se il trasferimento della Groenlandia dalla
Danimarca agli Usa lo consentirà. Le proteste di alcuni europei non
cambieranno nulla: non faranno la guerra né agli Stati Uniti né alla
Russia.
Nemmeno l'alleanza AUKUS (Australia, Regno
Unito e Stato Uniti) sopravviverà alla divisione del mondo.
Anche l'Unione Europea dovrebbe scomparire.
La passerella di
Ursula von der Leyen
alla cerimonia di firma dell'accordo di libero mercato
UE/Mercosur non fa che precipitarne la caduta:
le popolazioni di Francia, Polonia, Austria,
Irlanda e Ungheria si sono appena rese conto che questa
burocrazia non difende i loro interessi, ma ne sacrifica gli
agricoltori alle esigenze dell'industria tedesca.
Diversi organismi prenderanno il testimone:
la Forza di Spedizione Congiunta (Joint
Expeditionary Force - JEF), mini-Nato britannica che già
riunisce Estonia, Lituania, Lettonia, Danimarca, Norvegia,
Islanda, Svezia, Finlandia e Paesi Bassi attorno al Regno Unito.
Vi aderirà l'Ucraina, mentre l'Islanda si
unirà agli Stati Uniti, dopo la cessione della Groenlandia.
Infatti il Canada e la Groenlandia si trovano
sulla piattaforma continentale americana, come anche parte
dell'Islanda, il che comprensibilmente stuzzica l'appetito degli
Stati Uniti.
Bulgaria, Finlandia, Lettonia, Lituania, Polonia e Svezia hanno
già costituito l'Alleanza del Fronte Orientale. Non è certo che
questa nuova organizzazione sia destinata a durare perché al
momento non dispone né di bilancio né di segretariato.
Queste alleanze militari saranno affiancate da
coalizioni politiche, così come l'Ue affianca la Nato.
l'Iniziativa
dei Tre Mari è la principale.
Riunisce Austria, Bulgaria, Croazia, Estonia,
Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania,
Slovacchia, Slovenia e Repubblica Ceca.
Essa mira a riformare la medievale Repubblica
delle Due Nazioni o il progetto della Federazione di
Międzymorze del maresciallo Jósef Pilsudski:
creare una federazione tra Germania e Russia.
Si tratta di un progetto polacco, portato avanti
dal presidente Karol Nawrocki (Diritto e Giustizia).
L'Alleanza del Fronte Orientale è invece un progetto portato avanti
dal primo ministro Donald Tusk (Coalizione civica).
In Medio Oriente, la dualità Arabia Saudita/Iran è terminata con la
mediazione cinese del 2023. È stata sostituita dalla rivalità tra
Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
Una rivalità che già si è manifestata nello Yemen
e in Sudan. Quelli che solo quattro anni fa erano i migliori amici
del mondo, ora sono acerrimi rivali.
Riyad sta cercando di coalizzare dietro di sé
Pakistan, Turchia, Egitto e Somalia.
Da parte sua Abu Dhabi, che ha già stretto alleanze militari con
fazioni sudanesi, libiche e somale, dovrebbe avvicinarsi un po'
di più a Israele e allearsi con l'Etiopia.
In Africa,
l'Alleanza degli Stati del Sahel, formata da
Burkina Faso, Mali e Niger, è l'unica alleanza militare
regionale. Dovrebbe essere incoraggiata dalla Cina e dalla
Russia.
In America Latina,
l'Alleanza Bolivariana dei Popoli della
Nostra America (ALBA) non funziona più. Si sta invece formando
una coalizione attorno all'Argentina e al Cile, con il consenso
degli Stati Uniti.
Cina, India e Russia desiderano preservare le
Nazioni Unite.
Di conseguenza il presidente Trump ha
rinunciato a lasciare il Palazzo di Vetro...
Bisogna però tener conto che,
gran parte di ciò che
l'Onu ha costruito sarà
smantellato,
...perché, contrariamente alle nostre
convinzioni, le Nazioni Unite non sono il diritto
internazionale...
Note
[1] "Le
C-5 de Trump - Une manœuvre pour faire entrer les États-Unis
dans les BRICS?", par
Alfredo Jalife-Rahme, Traduction Maria Poumier, La Jornada (Mexique),
Réseau Voltaire, 19 décembre 2025.
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